Biblioteca comunale di Concesio | Ruggine americana – libro del mese febbraio 2017
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14 Feb Ruggine americana – libro del mese febbraio 2017

di Philipp Meyer
Einaudi, 2010 – 431 pagine

«Così, la nostra è diventata la prima generazione per la quale non c’erano più promesse, alcuna speranza, proprio perché il mondo delle fabbriche stava sparendo.»

La storia è molto attuale, ambientata in una cittadina americana, in piena crisi economica in quell’America operaia abbandonata a se stessa, l’America della disillusione della middle class operaia e dei suoi figli abbandonati all’apatia che ha dato la vittoria a Donald Trump. Disoccupati, giovani allo sbando incerti se andarsene o restare cercano di trovarsi un lavoro per sostenere la famiglia, consapevoli che sia andarsene che restare richiedono rinunce. La vita di tutti è senza prospettive, senza via d’uscita. I due protagonisti potrebbero essere teoricamente dei vincenti, se non vivessero nel posto sbagliato. Per loro il sogno americano funziona alla rovescia e si rivolta contro loro stessi. Proprio questi due ragazzi, amici così diversi tra loro, ma che in un altro scenario avrebbero potuto avere successo, sono i protagonisti di questo romanzo thriller-noir, destinati a nulla di buono dopo l’incontro con alcuni vagabondi in una notte di pioggia. La fuga per Isaac e il carcere per Poe sono scritti nei loro geni; sono destinati alla rovina come la ruggine che si posa su ogni cosa come sugli scheletri delle acciaierie dismesse

Meyer ci introduce nelle menti dei personaggi attraverso lunghi monologhi interiori e una struttura a brevi capitoli focalizzati ciascuno su un diverso personaggio, che permettono di percepire chiaramente l’isolamento affettivo e morale in cui si trovano i protagonisti.

Se vuoi prova a leggere il primo capitolo

consigliato da Amalia

Abstract: «A Buell, in Pennsylvania, il sogno americano prende la ruggine accanto alle fabbriche chiuse e alle acciaierie dimesse. Il lavoro che se ne va lascia dietro di sé una comunità in cui la fine del sogno di una nazione si ripete, ogni giorno, nei sogni infranti dei suoi abitanti. Come quelli di Isaac English: vent’anni, timido, insicuro, ha il cervello di un genio ma il college rimane un sogno da quando la madre si è suicidata e lui, qualche tempo dopo, ha tentato di imitarla. Sarebbe morto se non l’avesse salvato Billy Poe. Billy, da parte sua, non è molto sveglio, ma in compenso è grande e grosso: a scuola era un campione di football tanto da guadagnarsi una borsa di studio per l’università. Andarsene avrebbe significato stare alla larga dai guai ma ad abbandonare sua madre e la baracca in cui vivono non ce l’ha proprio fatta. Poi un giorno, dopo anni passati ad accudire il padre invalido, Isaac decide di scappare di casa e partire per la California. Appena fuori città si imbatte nell’amico Billy e quando scoppia un temporale decidono di ripararsi in un capannone abbandonato: l’incontro con tre senzatetto darà inizio a un’imprevedibile catena di eventi che segneranno per sempre le vite di Isaac, Billy e degli altri personaggi di cui Philipp Meyer ci racconta la storia e i pensieri. Selezionato da The New Yorker tra i migliori venti scrittori sotto i quaranta anni, Philipp Meyer è al suo primo romanzo del quale è in corso l’adattamento cinematografico per la regia di Walter Salles»

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