Biblioteca comunale di Concesio | Il simpatizzante – libro del mese luglio 2017
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19 Lug Il simpatizzante – libro del mese luglio 2017

di Viet Thanh Nguyen
Pozza, 2016 – 511 pagine

«Sono una spia, un dormiente, un fantasma, un uomo con due facce. E un uomo con due menti diverse, anche se questo probabilmente non stupirà nessuno.»

La storia è grossomodo la seguente: un agente dei servizi del Vietnam del Sud (filo USA) fa il doppio gioco al soldo dei servizi Vietnam del Nord (comunista), alla caduta di Saigon è costretto a scappare negli Stati Uniti in modo da mantenere la sua copertura e continuare la sua attività di agente infiltrato.
Tramite i suoi occhi e i suoi ricordi veniamo a conoscenza del punto di vista dei Vietnamiti su quello che è successo in quegli anni di guerra nel loro paese. Un punto di vista spesso zittito, a cui non è stata data la voce se non quella che gli Americani si sono presi con il più grande mezzo di propaganda della storia: Hollywood e le manipolazioni scritte in questo caso dai perdenti.
È un libro freddo, dove non si salva nulla se non forse l’amore materno a cui si rivolgono fra l’altro le urla più strazianti, dei soldati smembrati sul campo dalle mine, di qualsiasi fazione.
Non c’è nulla: il calore è quello delle fiamme, l’ odore è quello dei pesticidi, il colore è quello scarlatto del sangue, la luce è quella dell’abbaglio accecante di una cella di rieducazione, non c’è pietà e non c’è perdono. Niente. Niente e’ la chiave di tutto.
C’è chi per parlare di una guerra ancora viva in un popolo, preme sulla tastiera del sentimento, Nguyen invece si lascia irrigidire da un vento gelido. La penna e’ esperta, l’analisi competente, le radici ben affondate.

Per chi… desidera aprire gli occhi su avvenimenti storici recenti; per chi ama le spy story, quelle reali, senza esplosioni o effetti speciali ma più vera e reale.

Tempo di lettura: 20 ore

Se vuoi prova a leggere il primo capitolo

consigliato da Amalia

Abstract: il mese di aprile del 1975 a Saigon. Il mese nel quale la guerra che va avanti da tempo immemorabile ha cominciato ormai a perdere i pezzi. In una villa dalle mura ricoperte di cocci di vetro e di filo spinato arrugginito, il generale capo della Polizia Nazionale del Vietnam del Sud, colto da improvvisa insonnia, vaga tra le stanze con la faccia di un pallore verdognolo. Il fronte settentrionale ha ceduto dinanzi all’avanzata dei Vietcong, gli aerei americani decollano giorno e notte con a bordo donne, bambini e orfani, e l’ordine ufficiale di evacuazione tarda a venire soltanto per evitare la rivolta in città. A bordo di un C-130, con un volo coperto, il Generale si appresta a raggiungere gli Stati Uniti con la famiglia e parte dei suoi uomini. Ufficiale magro dal portamento impeccabile, il Generale crede in Dio, nella moglie, nei figli, nei francesi, negli americani e… nell’assoluta fedeltà del suo uomo di fiducia, il solo tra i suoi sottoposti ad abitare a casa sua: il Capitano. Non sa che il Capitano è, in realtà, una spia, un dormiente, un uomo con due facce che fotografa in gran segreto ogni rapporto e dispaccio e li invia a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong. Figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, il Capitano ha studiato in un piccolo college della California meridionale, spedito da quelle parti da Man con una borsa di studio e il compito di apprendere la “mentalità degli Stati Uniti”, un paese che, ai suoi occhi, si rivela subito cosi scioccamente narcisista da definire tutto “super” (i supermercati, le superstrade, Superman, il Super Bowl ecc.). Animato da un’autentica fede nel comunismo, rientrato in patria, ha sostenuto con tale rigore la sua parte di agente doppogiochista da risultare insospettabile agli occhi di tutti, anche a quelli di Bon, l’amico di lunga data che è entrato a far parte del famigerato “Phoenix Program” della CIA.

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