Biblioteca comunale di Concesio | Keyla la rossa – libro del mese gennaio 2018
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02 Gen Keyla la rossa – libro del mese gennaio 2018

di Isaac Bashevis Singer
Adelphi, 2017 – 280 pagine

«….dopo aver trascorso con lui un giorno è una notte, l’ aveva portata da un rabbino del quartiere, che a differenza degli altri non faceva domande, e l’ aveva sposata»

Questo bel romanzo fu scritto in yiddish e poi tradotto in inglese. È apparso a puntate sul quotidiano yiddish di New York “Forverts” tra il 1976 il 1977. Non è mai stato pubblicato in volume se non per una edizione in ebraico. Viene portato alla luce adesso da Adelphi con la traduzione di Marina Morpurgo.
È la storia di una giovane e bellissima prostituta ebrea di Varsavia che sposa Yarme e crede di aver dato una svolta alla sua vita.
Ma il passato ritorna e le frequentazioni ambigue sue e di suo marito la fanno ripiombare in un mondo che lei non accetta più.
Per questo decide di fuggire in America con il timido e introverso Bunem, figlio di un rabbino, che si lascia alle spalle una famiglia disperata e una fidanzata anarchica in galera.
Ma a New York il passato torna rimescolando ancora una volta le carte.

Per chi… ama le storie emozionanti e coinvolgenti

Tempo di lettura: 14 ore

Se vuoi prova a leggere il primo capitolo

consigliato da Maria

Abstract: Non era affatto sicuro, Singer, di voler pubblicare questo romanzo in una lingua che non fosse lo yiddish: perché dentro ci sono cose che esitava a mettere sotto gli occhi dei lettori americani, e del resto del mondo. C’è, per esempio, il «lato oscuro» di quella via Krochmalna da lui resa un luogo letterariamente mitico, dove viveva, in condizioni di estrema miseria, la comunità ebraica di Varsavia (e la sua stessa famiglia): i bassifondi, i bordelli, i covi dei ladri, dei ricattatori e dei magnaccia; e un accenno a un argomento tabù: il traffico, a opera di malavitosi ebrei, di ragazze giovanissime, che dagli shtetl dell’Europa orientale venivano mandate a prostituirsi in Sudamerica; e, come se non bastasse, un ebreo che va a letto sia con gli uomini che con le donne: atto ignominioso, inammissibile. Ma tutto questo, per noi lettori di oggi, passa in secondo piano rispetto al nucleo incandescente del romanzo, che è una doppia storia di amour fou: quella tra Keyla la Rossa, una irresistibile puttana quasi trentenne, e suo marito Yarme, un seducente avanzo di galera; e quella, ancora più straziante e furibonda, tra la stessa Keyla e Bunem, il figlio diciannovenne di un rabbino, che con lei riuscirà a raggiungere l’America, la terra di tutte le speranze e di tutte le disillusioni. Sullo sfondo, la vita brulicante, ardente, odorante e maleodorante di via Krochmalna, prima, e poi delle miserabili strade di New York dove vivevano gli emigrati all’inizio del secolo scorso: affreschi possenti, che non a caso molti hanno accostato a quelli ottocenteschi di Dickens e Dostoevskij.

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