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Più che umano di Robert Sturgeon
Una
nuova forma di vita costituita da cinque esseri umani collegati
psichicamente. Cinque personaggi emarginati dal mondo, ognuno per un
motivo diverso, ognuno a causa della propria peculiarità: un uomo mezzo
idiota capace di percepire i sentimenti profondi delle persone, una
bambina in grado di spostare gli oggetti col pensiero, due gemelline di
colore col dono dell’ubiquità, un neonato down dall’intelligenza
supersviluppata.
In un passato non troppo distante dal nostro, il nuovo
Uomo cerca di sopravvivere, poiché soggetto, nelle sue parti, alle
regole che sottostanno alla vita di ogni essere. Esso è il primo, ma
non il solo, e, davanti agli interrogativi esistenziali e umani di
sempre, dovrà fare delle scelte, che lo porteranno alla divisione. Cercare i pezzi mancanti e decidere di agire secondo dei principi,
giusti o sbagliati che siano, diverrà allora il problema essenziale:
dell’essenza, dell’esistenza, della vita stessa.
Vincitore
dell’International Fantasy Award del 1953, “Più che umano” è uno di
quei testi che salvano la fantascienza dai clichè connaturati al
genere. Non robot che prendono il sopravvento sull’uomo, né guerre
spaziali con armi mirabolanti, né viaggi astronautici ai confini
dell’universo, ma un intenso, teso quadro delle scelte dell’uomo in
rapporto al Bene e al Male.
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